
Burnout: "Bruciarsi"
"Sentirsi scoppiato, bruciato come un fiammifero"
Disagio percepito e vissuto da chi opera in contesti organizzativi che implicano relazioni interpersonali sopratutto, colpisce qualunque categoria che lavori nel sociale (professioni di aiuto) e si sperimenta un'esperienza soggettiva di cattivo rapporto con il lavoro.
- GENESI: il contatto frequente con le emozioni dolorose degli altri, una condizione che stressa emotivamente che non sempre viene gestita in modo da saper mantenere un giusto distacco emozionale pur comprendendo i problemi degli altri. Grande investimento affettivo rispetto al lavoro (iperinvestimento, grande sovraccarico emotivo, non riescono a distaccarsi dal lavoro)
SINTOMI:
- Esaurimento emotivo: sensazione di non avere più niente da dare; impazientirsi, inaridimento interiore
- Depersonalizzazione: reagire in modo freddo e cinico, in modo aggressivo e freddo, vissuto di disinteresse verso gli altri
- Ridotta realizzazione personale: sfiducia nelle proprie capacità e competenze, sfiducia nel poter migliorare nel presente e nel futuro la propria situazione lavorativa
- Stagnazione: non riesce più a sentire di avere gratificazione
- Svalutazione
- Frustrazione: non essere capace, utile e sentirsi svalutato circa le proprie capacità
- Apatia: non sentirsi più in grado di aiutare qualcuno, con desiderio di cambiare attività o di concluderla
FASI:
- La prima, preparatoria, è quella dell'"entusiasmo idealistico" che spinge il soggetto a scegliere un lavoro di tipo assistenziale.
- Nella seconda ("stagnazione") il soggetto, sottoposto a carichi di lavoro e di stress eccessivi, inizia a rendersi conto di come le sue aspettative non coincidano con la realtà lavorativa. L'entusiasmo, l'interesse ed il senso di gratificazione legati alla professione iniziano a diminuire.
- Nella terza fase ("frustrazione") il soggetto affetto da burnout avverte sentimenti di inutilità, di inadeguatezza, di insoddisfazione, uniti alla percezione di essere sfruttato, oberato di lavoro e poco apprezzato; spesso tende a mettere in atto comportamenti di fuga dall'ambiente lavorativo, ed eventualmente atteggiamenti aggressivi verso gli altri o verso se stesso.
- Nel corso della quarta fase ("apatia") l'interesse e la passione per il proprio lavoro si spengono completamente e all'empatia subentra l'indifferenza, fino ad una vera e propria "morte professionale".
Maslach e Leiter (2000) hanno perfezionato le componenti del burnout attraverso tre dimensioni:
- deterioramento dell'impegno nei confronti del lavoro;
- deterioramento delle emozioni originariamente associate al lavoro;
- un problema di adattamento tra la persona ed il lavoro, a causa delle eccessive richieste di quest'ultimo. (Enciclopedia Wikipedia)

