Rimuginazione: Cos'é?

Rimuginare: Agitare rimescolando o rivoltando. Raro in senso proprio, è invece comune in senso figurato, agitare nella mente o nel cuore, pensare molto e a lungo sopra una cosa, quasi rivolgendola in tutti i versi. (Vocabolario Treccani). 

"Stop, dimentica perché..."

Smettere di rimuginare non è affatto semplice. Spesso è un'azione mentale talmente automatica che sembra un'altra persona con vita propria.

I pensieri sono così veloci nel loro susseguirsi, continui, che ci privano di energia mentale e non riusciamo ad affrontare nulla che la vita quotidiana ci invita a fare. 

Tali pensieri che ci assillano, possono essere monotematici cioè riguardano una situazione particolare  che stiamo vivendo oppure riguardano un aspetto della nostra vita come lavoro, studio, ma possono essere anche pervasivi cioè qualsiasi cosa è soggetta ad un continuo pensare e ripensare a quali sono le cose che vanno male o che qualcosa di brutto potrebbe accadere da un momento all'altro e di possibili eventi futuri negativi che potrebbero accadere e peggiorare la situazione. Naturalmente in entrambi i casi la situazione diventa estenuante, anche perché spesso causano insonnia.  

Quando rimuginiamo siamo incapaci di scegliere con decisione un piano operativo di risposta al pericolo e di soluzione al problema perché tendiamo a giudicare ogni soluzione come insufficiente o poco risolutiva.  


Rimuginare a cosa porta?


  • Distoglie l'attenzione dal presente
  • Genera confusione
  • Impedisce l'elaborazione dell'ansia legata a quella situazione
  • Intensifica i pensieri negativi
  • Orienta al passato e genera ansia per il futuro
  • Genera insonnia

Naturalmente dietro al rimuginare c'è "altro", che va compreso, esaminato, elaborato e dotato di significato, per portare il cambiamento.

Spesso si mettono in atto dei "bottoni" per smettere di pensare e ripensare come degli hobby ma appena smettiamo, tutto ritorna. 

"Vi è un gran dolore dietro al rimuginare che fa sentire così sopraffatti..."


E allora che fare?

Rivolgersi al professionista per iniziare una terapia:

  1.  Per comprendere "cosa muove" questa azione mentale;
  2. Attuare delle tecniche di "stop" del pensiero, lavorando sul qui ed ora;
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